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L'orrore di questa vicenda è la sua ordinarietà, scrive sul Guardian la giornalista Moira Donegan. Finché le istituzioni proteggeranno la propria reputazione e la complicità maschile rimarrà la norma sociale, le nostre culture resteranno strutturalmente inclini allo stupro
Dalle chat delle confraternite d’élite ai canali online in cui vengono diffuse immagini intime senza consenso, il caso mostra come la violenza sessuale non sia l'azione di mostri isolati, ma collante di spazi omosociali fondati su dominio, silenzio di chi assiste e pervasiva impunità istituzionale
La cultura dello stupro è un sistema di credenze per cui non solo la violenza è diffusa, minimizzata e normalizzata, ma lo sono anche tutte le pratiche che la giustificano: oggettivazione dei corpi femminili e colpevolizzazione di chi subisce violenza, addossandole parte della responsabilità
La causa civile intentata da Jane Doe contro la Cornell University e sette studenti per uno stupro di gruppo subita durante una serata in una confraternita maschile dell'ateneo è uno spaccato lucido di come opera la cultura dello stupro all'interno di società strutturalmente misogine
Il caso della Cornell University e la cultura dello stupro | @clatorrisi.bsky.social www.valigiablu.it/caso-cornell...
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Nella Newsletter di Valigia Blu: Israele e la cura contro la manipolazione politica della memoria del 7 ottobre, 20 anni dall'assassinio di Anna Politkovskaja, cosa significa vivere e resistere a Kyiv, la morte di Maricarmen Abascal, le lotte per la casa e l'ennesima scommessa di Pedro Sanchez
Queste vicende testimoniano le fratture interne di una nazione ripiegata su se stessa, ma rischiano di diventare meri strumenti di consenso. Mentre Netanyahu evoca un paese forte per blindare la propria leadership, ci si chiede come possa resistere al vertice malgrado i fallimenti accertati
Diversi documentari recenti mettono a nudo questo logoramento. One Eye Open racconta la crisi dei riservisti al Nord, mentre Good Morning Gaza raccoglie le voci contraddittorie dal fronte. Find Me, Okay? segue invece il dolore insanabile della famiglia della giovane rapita Eden Yerushalmi
In questo quadro di profonda stanchezza, la distruzione e la crisi umanitaria a Gaza restano un tabù completamente censurato dal discorso pubblico, ancora allineato alla narrazione militare dominante
A pochi giorni dalle elezioni, Israele commemora per la terza volta le vittime del massacro del 7 ottobre. Tra cerimonie ufficiali e commemorazioni ufficiose, il senso di attesa e speranza per la liberazione degli ostaggi ha lasciato spazio a un lutto cronico e a un trauma collettivo mai elaborato
7 ottobre 2026: la cura contro la manipolazione politica della memoria | Sarah Parenzo
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Un articolo personale di Claudia Bettiol da leggere assolutamente.
Anna Politkovskaja, vent’anni dopo. Così la Russia continua a reprimere le sue voci libere
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«Non riconosce il valore della sua gente: è il suo limite più grande. È un ufficiale del suo apparato, dove l'individuo non esiste e i suoi interessi non contano. E mi sembra che non si sia mai davvero liberato di quell'esperienza di servizio nel KGB»
«Un pizzico antisemita, un pizzico fascista. Non particolarmente intelligente. E non capisce che l'individuo ha dei diritti. Nel profondo della sua anima, non riesce a concepirlo. Abbiamo un presidente a cui non importa assolutamente nulla dei propri cittadini»
«Ma Putin, semplicemente, non lo comprende. Ha una sua logica: quella di un ufficiale del KGB di epoca sovietica. La variante peggiore. Quella psicologia staliniana è ancora viva in lui. Non comprende il popolo. È un autentico ufficiale sovietico del KGB, tutto qui in fondo»
In un'intervista, Politkovskaja descriveva così il presidente russo: «Putin semplicemente non lo capisce. Non capisce che ogni essere umano ha diritto alla vita, che non è solo un ingranaggio nel meccanismo. Capite? Ogni persona morta a Beslan o al Dubrovka ha un valore in sé»
Sono passati 20 anni dall'assassinio a Mosca di Anna Politkovskaja, giornalista di Novaja Gazeta, uccisa il 7 ottobre nel giorno del compleanno di Putin. Nessuno più di lei ne aveva compreso la vera natura; il regime non è mai riuscito a cancellare la verità per cui ha dato la vita👇
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